Rai 1

Rai 1 è il primo canale televisivo della storia italiana. Questo fa parte della RAI, Radio Televisione Italiana, l’azienda pubblica italiana concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo italiano. In parole semplici, la RAI è l’unica TV statale. Per usufruire di tali servizi si è soggetti al pagamento di un canone annuo, di circa 100 euro, che nel 2016 è stato inserito per la prima volta nelle bollette della fornitura elettrica, in modo tale da farlo pagare a tutti o comunque di ridurre nettamente il numero dei non paganti. Tale riforma è stata voluta dal primo ministro Matteo Renzi.

La storia di Rai 1

Quello di Rai 1 è stato il primo canale televisivo ricevibile in Italia. La prima trasmissione ufficiale andò in onda il 3 gennaio 1954. La prima immagine trasmessa fu quella dell’annunciatrice Fulvia Colombo che annunciava l’inizio ufficiale delle trasmissioni regolari da parte della RAI. Tra queste, il primo Tele Giornale, Carosello, Lo Zecchino d’Oro e il programma “Arrivi e Partenze” del mitico Mike Bongiorno, in cui lo stesso intervistava personaggi italiani e stranieri in partenza o in arrivo negli aeroporti e nei porti italiani. Le interviste di Mike Bongiorno erano alternate da quelle di Armando Pizzo. Alla Regia vi era Antonello Falqui. La durata del programma era di soli 15 minuti.

Seguirono sempre più trasmissioni con personaggi che divennero sempre più popolari tra cui Corrado, Enzo Tortora, Walter chiari, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Ugo Tognazzi e persino un frate cappuccino, Padre Mariano.

Rai 1 nei primi anni giocò un ruolo fondamentale nell’alfabetizzazione del paese e nella sua unione in un solo linguaggio, quello italiano. Può apparire strano ma nelle piccole comunità si parlava quasi esclusivamente il proprio dialetto. Aiutò in questo senso la trasmissione “Non è mai troppo tardi”, del maestro Alberto Manzi, grazie alla quale moltissimi analfabeti italiani riuscirono a conseguire la licenza elementare.

I programmi degli anni ’60 e ’70

Negli anni ’60 arrivarono i primi programmi “varietà” e le prime serie televisive. Tra le varie fecero epoca I Promessi Sposi, La Freccia Nera, La Cittadella, Il Mulino del Po. Già famosi nel cinema trovavano ottima risposta in TV personaggi del calibro di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò, Franca Valeri. Per i varietà si fecero notare Johnny Dorelli, Mina, Pippo Baudo e gli altri già citati in precedenza.

Negli anni ’70 vi fu la fioritura dei programmi d’intrattenimento, tra cui Doppia coppia, Milleluci, Speciale per noi, Teatro 10, Formula due, Mazzabubù e Dove sta Zazà. Salivano in scena nuovi personaggi come Loretta Goggi, Alighiero Noschese, Enrico Montesano, Pippo Franco e tanti altri.

Sempre negli anni ’70 nascono due programmi storici della domenica. Domenica in, ideato e condotto inizialmente da Corrado, e 90° minuto, condotto per molti anni dal giornalista Paolo Valenti.

Inoltre, arrivava in Italia il primo talk show, condotto da Maurizio Costanzo, intitolato Bontà loro, seguito da Acquario e Grand’Italia. Successivamente Costanzo passò alla Fininvest con il suo storico Maurizio Costanzo Show.

Dagli anni ’80 al presente

Gli anni ’80 rappresentarono per Rai 1 anni innovativi per il sistema televisivo, che poteva contare sui programmi a colori e sui dati auditel. Gli anni ’80 videro l’arrivo di una trasmissione storica, il documentario per eccellenza, Quark, condotto da Piero Angela. Inoltre, arrivò Telethon, un nuovo metodo per ottenere fondi per combattere malattie congenite.

Negli anni ’90 si fece sempre più duro lo scontro con Fininvest/Mediaset. Un programma molto di successo in quegli anni fu “Scommettiamo che…?” condotto dalla coppia Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci, oltre a nuove trasmissioni comiche “politically correct” mentre quelle più “incorrect” restavano su Rai3.

Gli anni ‘2000 sono stati caratterizzati dall’arrivo dei talk show d’ogni tipo, soprattutto politici, e dai programmi quiz con alti premi.

Nei tempi più odierni, la RAI e quindi anche Rai 1 si è completamente rinnovata da un punto di vista tecnologico, che oltre al segnale digitale presenta la presenza dei propri prodotti su un canale internet specifico, con app e funzionalità streaming.

Lo share di Rai 1 negli ultimi anni è sceso di molto rispetto ai primi anni e si attesta attorno al 16%.